CLAUDIO LOLLI - musicalbox

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ROSTER
IL GRANDE FREDDO è il nuovo album di Claudio Lolli, la cui uscita è prevista ad inizio 2017.
Il finanziamento di questo progetto avviene mediante crowdfunding.
Potete leggere tutte le informazioni a riguardo e partecipare seguemdo questo link
E' stato pubblicato un video realizzato dall'artista Enzo De Giorgi per presentare il nuovo album e l'operazione di crowdfunding ad esso collegata.
Per seguire l'evolversi del progetto si consultate la pagina facebook ad esso dedicata
Molti anni fa, ormai devo parlare sempre di molti anni fa, mi capitò di vedere un film che mi è sempre rimasto impresso: " The big chill", tradotto come "il grande freddo" che è appunto la title track di questo lavoro. Un film di Lawreence Kasdan, con il grande e un po' misconosciuto William Hurt. Questa la storia in breve. Un gruppo di ex compagni di college si ritrova, rimpatria, dopo parecchio tempo per un week end nella casa di quello di loro che ha avuto più successo, ha sposato la donna giusta, etc... All'inizio emergono dei contrasti (non tutti hanno avuto successo, non tutti hanno trovato il partner giusto) ma poi il senso di comunità riemerge e con lui il senso di solidarietà, di convivenza affettuosa, chiusi in questa casa, che è naturalmente una specie di famiglia d'origine ma anche di giovinezza.
E’ comunque una protezione dall’esterno in cui-dice un personaggio- c’è”un grande freddo”, freddo che non è naturalmente atmosferico ma piuttosto esistenziale, intimo e, perché no?, politico. “Copriti, con il freddo che fa” cantava Leo Ferré. In questo caso non è possibile coprirsi, meglio stare dentro, tra quegli amici ritrovati, alcuni dalle vite deludenti e spezzate, alcuni più risolti (?) ma che riescono in ogni caso a ritrovare un filo comune che in qualche modo riannoda insieme le loro vite, anche solo per un week end che avrà comunque dei contraccolpi. Questa è la mia idea, o meglio l’idea che ho preso in prestito da questo film. I venti di guerra sono freddi e questo mondo è di nuovo pieno di improvvisi muri di Berlino e di filo spinato dai quali non è facile fuggire. Che cosa vi racconto? Io vi racconto molti personaggi ed i loro disastri esistenziali. Da “Il grande freddo” e “La fotografia sportiva”, in cui ci siamo tutti, passando per un “Prigioniero politico” si può arrivare ad una “Principessa Messamale”. Questo credo senza cinismo ( non mi appartiene) ma solo osservando, constatando e partecipando alle avventure dei miei personaggi. Poi mi è stato chiesto un testo sul partigiano Giovanni Pesce, ma un testo che fosse intimo, sul versante privato. E’ la “Lettera postuma del partigiano Giovanni alla moglie Nori – nome di battaglia Sandra” ( per brevità detto “ Sai com’è” e cerchiamo di immergerci in quel brivido caldo (sempre Kasdan) che probabilmente è stata la Resistenza, la sua fatica e la sua tenerezza. E molto altro.
Come fare tutto ciò? Credo, in accordo con quanto ho scritto, rifugiandosi in una casa (studio) con degli amici: amici di sempre, amici recenti, amici carsici per una musica calda. Così troviamo Danilo Tomasetta, sassofonista e anima organizzativa del progetto, Roberto Soldati chitarrista elettrico, Paolo Capodacqua chitarrista classico, Pasquale Morgante pianista e arrangiatore, i sassofoni sparsi e ipnotici di Nicola Alesini, Giorgio Cordini alle corde aliene e tanti altri che non sto a nominare per non annoiare. Insomma una tribù di persone che per prima cosa possiedono una reciproca autostima ed un reciproco affetto. Poi ci sono io, tra tutti questi arrangiatori e musicanti, che di solito porto su il caffè dal bar e mentre li ascolto continuo a pensare a questo paese, perso tra il nulla ed una sinistra (o pseudo o post) assolutamente autoreferenziale. Apro un po’ la finestra ma la richiudo subito perché gli altri si lamentano: “ Chiudi, non senti che grande freddo c’è la fuori?”
                                                                                                                                                              Claudio Lolli - ottobre 2017


CLAUDIO LOLLI - 5500 TOUR
E' il nuovo spettacolo che a partire dalla primavera 2015 il quartetto di Claudio Lolli porta in giro per piazze e teatri

SUL PALCO INSIEME A CLAUDIO: PAOLO CAPODACQUA (chit. acustica), ROBERTO SOLDATI (chit. elettrica), DANILO TOMASETTA (sax e flauto)

Aspettando Godot ... Michel ... Borghesia ... Angoscia metropolitana ... La giacca ... Quello lì ... Quando la morte avrà ... Io ti racconto ... Quello che mi resta ... Viaggio ... Analfabetizzazione ... Folk Studio ... Ho visto anche zingari felici ... Agosto ... Anna di Francia ...

Cinquemila e cinquecento

“Non  odiavo me stesso, però odiavo l’adolescenza, odiavo perfino sentirla nominare” scrive Jonathan Franzen nella sua autobiografia giovanile “ Zona disagio”. E Paul Nizan  nell’incipit del suo romanzo “ Aden Arabia” scrive “ Non permetterò più a nessuno di dire che i vent’anni sono l’età più bella della vita”, definitivo. Così anch’io mi sono permesso di raccontare l’adolescenza senza le luci artificiali e dolciastre della comune retorica, ma con luci ed ombre, malinconie e disillusioni. Si aspetta, si aspetta continuamente per capire cosa diventerà da adulto quel corpo infantile e, naturalmente, quella mente infantile.  Amori e amicizie, omo ed etero, riflessioni sul disastro che ti circonda, e l’attesa, l’attesa di un Godot che, come è il suo mestiere, non arriva mai. Non senza una sferzante ironia ed una commossa pietas per gli adulti che ti stanno intorno. Siccome ora siamo diventati vecchi “senza diventare adulti” (e ci vuiole del talento) ( J.Brel), questa “ Zona disagio “ non è svaporata del tutto e continueremo a raccontarla. Ma in questo concerto vorremmo proporvi l’originale. Anche ora, in un certo senso, siamo in attesa, ma cosa diventeremo è più chiaro.

                                                                                                                                                                                                 Claudio Lolli


PRIMO MAGGIO DI FESTA


   
 

ANNA DI FRANCIA


   
 

ZINGARI FELICI - FINALE


   
 

FOLK STUDIO (LIVE)


   
 

BISOGNO ORIZZONTALE


         
         
         
       

 
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